Artista
Emilia Burchiellaro
Collezione a_sottovoce
Descrizione
Quest'opera sembra fermare l'istante in cui la materia decide di arrendersi alla forza degli elementi.
Non è più solo un vaso, ma un reperto di pura luce, dove la porcellana si sfalda e si ricompone come schiuma marina solidificata o ghiaccio che si scioglie al sole.
Le superfici, lacerate e poi riaccostate, creano un paesaggio di fragilità assoluta: ogni crepa è un varco, ogni strappo è una possibilità per la luce di abitare l'interno.
È una scultura che sussurra la bellezza del mutamento, un oggetto che celebra la resilienza di ciò che è sottile e la maestosità del non finito, portando negli ambienti una presenza eterea, quasi spirituale.
Tecnica e decorazione
L'opera appartiene alla serie "Sottovoce" ed è realizzata in porcellana bianca ad alta temperatura.
La tecnica costruttiva è un'evoluzione della lavorazione a lastra, dove la materia viene portata al limite della resistenza strutturale attraverso una modellazione per frammentazione.
Invece di superfici continue, l'artista utilizza lembi di porcellana che vengono strappati e poi sovrapposti o accostati con precisione millimetrica, lasciando visibili i bordi frastagliati e le zone di rottura.
La finitura superficiale è lasciata naturale e porosa, priva di smalto vetroso, per esaltare il contrasto tra la levigatezza delle pareti portanti e la granulosità delle parti "erosse". Il risultato è una scultura che sfida la rigidità della ceramica, simulando la duttilità del tessuto o la fragilità della pergamena antica.
Luogo di fabbricazione
Roma, Italia
Dimensioni
H 32 x L 16 x P 5 cm
Peso
0,9 kg
Materiali
Porcellana
Datazione
Note
Asciugare sempre molto bene la base prima di mettere il vaso su una superficie di legno.
La ceramica potrebbe inoltre graffiare le superfici.
Ogni pezzo è unico e non ripetibile, leggeri difetti sono parte integrante dell’opera unica realizzata a mano.
Artista
Emilia Burchiellaro
Collezione a_sottovoce
Descrizione
Quest'opera sembra fermare l'istante in cui la materia decide di arrendersi alla forza degli elementi.
Non è più solo un vaso, ma un reperto di pura luce, dove la porcellana si sfalda e si ricompone come schiuma marina solidificata o ghiaccio che si scioglie al sole.
Le superfici, lacerate e poi riaccostate, creano un paesaggio di fragilità assoluta: ogni crepa è un varco, ogni strappo è una possibilità per la luce di abitare l'interno.
È una scultura che sussurra la bellezza del mutamento, un oggetto che celebra la resilienza di ciò che è sottile e la maestosità del non finito, portando negli ambienti una presenza eterea, quasi spirituale.
Tecnica e decorazione
L'opera appartiene alla serie "Sottovoce" ed è realizzata in porcellana bianca ad alta temperatura.
La tecnica costruttiva è un'evoluzione della lavorazione a lastra, dove la materia viene portata al limite della resistenza strutturale attraverso una modellazione per frammentazione.
Invece di superfici continue, l'artista utilizza lembi di porcellana che vengono strappati e poi sovrapposti o accostati con precisione millimetrica, lasciando visibili i bordi frastagliati e le zone di rottura.
La finitura superficiale è lasciata naturale e porosa, priva di smalto vetroso, per esaltare il contrasto tra la levigatezza delle pareti portanti e la granulosità delle parti "erosse". Il risultato è una scultura che sfida la rigidità della ceramica, simulando la duttilità del tessuto o la fragilità della pergamena antica.
Luogo di fabbricazione
Roma, Italia
Dimensioni
H 32 x L 16 x P 5 cm
Peso
0,9 kg
Materiali
Porcellana
Datazione
Note
Asciugare sempre molto bene la base prima di mettere il vaso su una superficie di legno.
La ceramica potrebbe inoltre graffiare le superfici.
Ogni pezzo è unico e non ripetibile, leggeri difetti sono parte integrante dell’opera unica realizzata a mano.