Vaso Dry up White

750,00 €

Artista
Emilia Burchiellaro

Collezione a_sottovoce

Descrizione
Quest'opera sembra emergere direttamente da un paesaggio desertico, portando con sé la memoria di una terra che ha atteso a lungo la pioggia. La sua superficie, percorsa da una fitta trama di rughe e solchi, non è un segno di decadenza, ma il racconto di una forza vitale che resiste al tempo e al calore.
Il candore della materia, simile a calce o a sale cristallizzato, riflette la luce in modo soffuso, creando un oggetto che pare vibrare di una propria energia interna.
È una scultura che celebra l'essenza dell'aridità trasformandola in una forma di estrema eleganza, un frammento di natura selvatica catturato in un volume silenzioso e solenne.

Tecnica e decorazione
Il manufatto è realizzato in gres, modellato con una struttura a lastra spessa che ne sottolinea l'aspetto solido e monumentale.
La peculiarità tecnica risiede nel trattamento della superficie attraverso la tecnica della "terra arsa": l'impasto viene lavorato per creare una texture profondamente screpolata e materica, che simula l'effetto del fango essiccato o della pietra calcarea erosa.
La decorazione rinuncia a smalti vetrosi per affidarsi a una finitura "ingobbiata" opaca, di un bianco gessoso, che si deposita nelle fessure accentuando il chiaroscuro dei rilievi.
Il bordo superiore è lasciato irregolare e asimmetrico, integrandosi perfettamente con l'estetica del grezzo e valorizzando la natura primitiva e tattile dell'opera.

Luogo di fabbricazione
Roma, Italia

Dimensioni
H 38 x L 21 x P 6 cm

Peso
1,6 kg

Materiali
Gres

Datazione
2026

Note
Asciugare sempre molto bene la base prima di mettere il vaso su una superficie di legno.
La ceramica potrebbe inoltre graffiare le superfici.
Ogni pezzo è unico e non ripetibile, leggeri difetti sono parte integrante dell’opera unica realizzata a mano.

Artista
Emilia Burchiellaro

Collezione a_sottovoce

Descrizione
Quest'opera sembra emergere direttamente da un paesaggio desertico, portando con sé la memoria di una terra che ha atteso a lungo la pioggia. La sua superficie, percorsa da una fitta trama di rughe e solchi, non è un segno di decadenza, ma il racconto di una forza vitale che resiste al tempo e al calore.
Il candore della materia, simile a calce o a sale cristallizzato, riflette la luce in modo soffuso, creando un oggetto che pare vibrare di una propria energia interna.
È una scultura che celebra l'essenza dell'aridità trasformandola in una forma di estrema eleganza, un frammento di natura selvatica catturato in un volume silenzioso e solenne.

Tecnica e decorazione
Il manufatto è realizzato in gres, modellato con una struttura a lastra spessa che ne sottolinea l'aspetto solido e monumentale.
La peculiarità tecnica risiede nel trattamento della superficie attraverso la tecnica della "terra arsa": l'impasto viene lavorato per creare una texture profondamente screpolata e materica, che simula l'effetto del fango essiccato o della pietra calcarea erosa.
La decorazione rinuncia a smalti vetrosi per affidarsi a una finitura "ingobbiata" opaca, di un bianco gessoso, che si deposita nelle fessure accentuando il chiaroscuro dei rilievi.
Il bordo superiore è lasciato irregolare e asimmetrico, integrandosi perfettamente con l'estetica del grezzo e valorizzando la natura primitiva e tattile dell'opera.

Luogo di fabbricazione
Roma, Italia

Dimensioni
H 38 x L 21 x P 6 cm

Peso
1,6 kg

Materiali
Gres

Datazione
2026

Note
Asciugare sempre molto bene la base prima di mettere il vaso su una superficie di legno.
La ceramica potrebbe inoltre graffiare le superfici.
Ogni pezzo è unico e non ripetibile, leggeri difetti sono parte integrante dell’opera unica realizzata a mano.