Artista
Marta Abbott
Collezione a_sottovoce opera 04
Descrizione
Un’imponente formazione rocciosa bianca emerge da un abisso di blu cobalto profondo e saturo, evocando immediatamente la sensazione di un antico fondale marino.
La massa di pietra centrale, carica di memorie minerali e residui fossili, appare quasi traslucida, come se fosse stata scolpita e levigata dalle correnti sottomarine.
La parte superiore dell’opera si scioglie in un’oscurità liquida punteggiata da particelle e frammenti fluttuanti, che richiamano detriti naturali in sospensione in un oceano arcaico.
Tecnica
La peculiarità tecnica qui risiede nel lavaggio differenziato della cianotipia, che crea un blu quasi elettrico e profondo, tipico dei fondali incontaminati.
Invece di usare pennellate coprenti, la forma bianca è ottenuta per contatto diretto con elementi vegetali, lasciando che la luce solare "bruci" i contorni e riveli la trama ossea della carta.
I punti di luce superiori non sono semplici tocchi di colore, ma sottrazioni materiche e piccole gocce di gouache che rompono la densità del blu, restituendo quella granulosità tipica dei sedimenti in sospensione filtrati dall'acqua.
Luogo di fabbricazione
Roma, Italia
Dimensioni
H 45 x L 37 cm
Materiali
Cianotipia e gouache su carta
Datazione
2026
Note
Opera unica, su carta senza cornice
Artista
Marta Abbott
Collezione a_sottovoce opera 04
Descrizione
Un’imponente formazione rocciosa bianca emerge da un abisso di blu cobalto profondo e saturo, evocando immediatamente la sensazione di un antico fondale marino.
La massa di pietra centrale, carica di memorie minerali e residui fossili, appare quasi traslucida, come se fosse stata scolpita e levigata dalle correnti sottomarine.
La parte superiore dell’opera si scioglie in un’oscurità liquida punteggiata da particelle e frammenti fluttuanti, che richiamano detriti naturali in sospensione in un oceano arcaico.
Tecnica
La peculiarità tecnica qui risiede nel lavaggio differenziato della cianotipia, che crea un blu quasi elettrico e profondo, tipico dei fondali incontaminati.
Invece di usare pennellate coprenti, la forma bianca è ottenuta per contatto diretto con elementi vegetali, lasciando che la luce solare "bruci" i contorni e riveli la trama ossea della carta.
I punti di luce superiori non sono semplici tocchi di colore, ma sottrazioni materiche e piccole gocce di gouache che rompono la densità del blu, restituendo quella granulosità tipica dei sedimenti in sospensione filtrati dall'acqua.
Luogo di fabbricazione
Roma, Italia
Dimensioni
H 45 x L 37 cm
Materiali
Cianotipia e gouache su carta
Datazione
2026
Note
Opera unica, su carta senza cornice