Artista
Patrizia Zanon
Descrizione
Questo vaso in ceramica si presenta come un’opera dalla forza ancestrale, dove la materia sembra ribollire e solidificarsi in forme vulcaniche e primordiali.
La superficie è un trionfo di consistenze tattili: una base chiara, quasi calcarea, emerge sotto una colata scura e densa che si raggruma in protuberanze irregolari e texture rugose, simili a terra bruciata o roccia magmatica.
Questa stratificazione non è solo visiva, ma racconta una storia di trasformazione attraverso il calore, dove l'imperfezione diventa il linguaggio principale di un'estetica brutale e autentica.
È un oggetto che sembra estratto direttamente dal suolo, un pezzo che, collocato in un ambiente moderno, funge da elemento di rottura, capace di riportare lo sguardo alla nuda bellezza degli elementi grezzi.
Tecnica e decorazione
Questo manufatto è un esempio di sperimentazione ceramica dove la tecnica costruttiva diventa essa stessa elemento decorativo, annullando il confine tra struttura e ornamento.
La base del vaso è realizzata a mano, probabilmente con la tecnica del colombino o a pizzico, per ottenere un corpo ceramico solido e irregolare.
La peculiarità tecnica risiede nell’applicazione di un impasto ad alto spessore, arricchito da chamotte (granuli di ceramica già cotta) o materiali inerti, steso sulla superficie esterna per creare un effetto di escrescenza materica.
La decorazione gioca su un netto contrasto cromatico e tattile. Il corpo del vaso presenta una tonalità chiara, quasi gessosa, lasciata parzialmente visibile sotto lo strato superficiale.
Le parti in rilievo sono invece trattate con ossidi scuri o ingobbi bruni, applicati in modo non uniforme per sottolineare la tridimensionalità della materia.
Luogo di fabbricazione
Dimensioni
H 17 x L 13,5 x P 10,5 cm
Peso
Materiali
Ceramica
Datazione
Note
Artista
Patrizia Zanon
Descrizione
Questo vaso in ceramica si presenta come un’opera dalla forza ancestrale, dove la materia sembra ribollire e solidificarsi in forme vulcaniche e primordiali.
La superficie è un trionfo di consistenze tattili: una base chiara, quasi calcarea, emerge sotto una colata scura e densa che si raggruma in protuberanze irregolari e texture rugose, simili a terra bruciata o roccia magmatica.
Questa stratificazione non è solo visiva, ma racconta una storia di trasformazione attraverso il calore, dove l'imperfezione diventa il linguaggio principale di un'estetica brutale e autentica.
È un oggetto che sembra estratto direttamente dal suolo, un pezzo che, collocato in un ambiente moderno, funge da elemento di rottura, capace di riportare lo sguardo alla nuda bellezza degli elementi grezzi.
Tecnica e decorazione
Questo manufatto è un esempio di sperimentazione ceramica dove la tecnica costruttiva diventa essa stessa elemento decorativo, annullando il confine tra struttura e ornamento.
La base del vaso è realizzata a mano, probabilmente con la tecnica del colombino o a pizzico, per ottenere un corpo ceramico solido e irregolare.
La peculiarità tecnica risiede nell’applicazione di un impasto ad alto spessore, arricchito da chamotte (granuli di ceramica già cotta) o materiali inerti, steso sulla superficie esterna per creare un effetto di escrescenza materica.
La decorazione gioca su un netto contrasto cromatico e tattile. Il corpo del vaso presenta una tonalità chiara, quasi gessosa, lasciata parzialmente visibile sotto lo strato superficiale.
Le parti in rilievo sono invece trattate con ossidi scuri o ingobbi bruni, applicati in modo non uniforme per sottolineare la tridimensionalità della materia.
Luogo di fabbricazione
Dimensioni
H 17 x L 13,5 x P 10,5 cm
Peso
Materiali
Ceramica
Datazione
Note